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Oscar De La Hoya

Soprannominato Golden Boy per la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Barcellona del 1992, Oscar De La Hoya grazie alla boxe è riuscito a sfuggire a un destino fatto di povertà e di violenza nella periferia di Los Angeles, dove è cresciuto.

Una storia, quella del pugile, che a tratti ricorda quella del protagonista del film Rocky. La nascita da una famiglia di emigrati messicani poverissimi, i primi anni di allenamento sotto l'egida dal padre Joel che lo ha guidato nelle prime fasi della sua carriera.

E poi il lungo e incontrastato successo, surclassato per popolarità ormai solo dall'immenso Muhammad Ali. Da aggiungere l'acquisto di una sua casa discografica con cui ha anche inciso un disco, vincitore di un Grammy nel 1999, dedicato alla madre morta di cancro quando lui aveva solo 18 anni.

E poi qualche piccola soddisfazione, come le 10 auto di lusso che riempiono i suoi box, qualche miglioria alla villa, attorniata da oltre quasi 4000 metri quadrati di verde che non hanno però tolto al pugile la voglia di combattere sul ring.

Un ragazzo d'oro da 43 milioni di dollari l'anno.

Oscar De La Hoya © AP Press
Oscar De La Hoya © AP Press
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