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Casa passiva

Una bolletta astronomica per il riscaldamento e l'elettricità ma in inverno, alla fine dei conti, in casa fa perfino un po' freddo.

by MiaEconomia®
Casa passiva

Ancora una volta la famiglia Spendobene ha due alternative: o guadagnare di colpo molti più soldi e disinteressarsi dell'ambiente oppure coniugare rispetto della natura con enormi risparmi energetici (e di portafoglio).

Come ovvio, a costo di qualche sacrificio iniziale, l'unica via percorribile è la seconda, E ancora una volta il signor Spendobene ha trovato un argomento su cui investire tempo la sera, dopo essere tornato da lavoro. Gira e rigira, si imbatte nel concetto di casa passiva. Che cosa è? Semplice, una casa che per luce, acqua calda e riscaldamento spende per tutto un inverno circa 200 euro, contro gli oltre 5mila che spende oggi.

E questo grazie a una serie di accorgimenti, e di investimenti, che fanno letteralmente crollare il fabbisogno di energia per le forniture essenziali, anche in estate. "Peccato non avere avuto queste conoscenze quando abbiamo fatto costruire la casa - pensa Spendetene -.

Però ci sono finanziamenti interessanti per ristrutturare la casa in un posto a minimo consumo energetico". Spendobene scopre infatti che anche con una ristrutturazione la casa potrà consumare il 90% in meno di energia, anche se quando è stata costruita non è stata pensata per il risparmio.

Certo, gli interventi sono di un certo peso. Spendobene legge che sulla facciata è possibile stendere dei pannelli in polistirene espanso di quasi 20 centimetri. In ogni punto a ridosso dei caloriferi sono stati applicati lastre, spallette isolanti.

Il tetto viene coibentato, ovvero isolato, con materiali traspiranti ma impermeabili, le finestre sono a tripli vetri e doppia guarnizione. E poi la scoperta del tubo. Già, perché si può fare in modo che l'aria della casa entri in modo forzato da canali che pescano l'aria fuori, la portano metri sottoterra, dove la temperatura è costante, per cui entra in casa già tiepida di inverno e freschissima d'estate, senza consumare nulla, perché il circuito dell'aria è alimentato da corrente prodotta da pannelli fotovoltaici (altri consistenti contributi dello stato, a volte anche delle regioni).

E poi qualche finestra in più verso il sole, da tenere "aperte2 in inverno" e da oscurare durante l'estate. Il risultato è che un edificio normale consuma circa 150 chilowattora di energia per metro cubo ogni anno. La casa passiva, che comincia a prendere forma nei sogni del signor Spendobene ha bisogno appena di 15 chilowattora, quella che l'Unione europea definisce "classe A".

E attenzione, la famiglia Spendobene sa che deve spendere dei soldi ma sa anche che l'Unione europea ha imposto di segnalare i consumi anche negli atti di compravendita di case, segnando la classe di appartenenza di consumo. Un dato che rende più appetibile la sua casa rispetto ad altre. Gli incentivi, gli sgravi e il risparmio permetteranno alla famiglia di rientrare dai costi in tempi alquanto veloci, al massimo una decina di anni.

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