Dieci comandamenti per il buon investitore!

Chi ben inizia è a metà dell'opera, ma saper da che parte iniziare non è sempre intuitivo. Strategia vincente è sicuramente quella di ragionare per obiettivi graduali, chiarendo da subito la propria propensione al rischio.
Gli strumenti finanziari a disposizione degli investitori sono numerosi e assolutamente diversificati a seconda di quanto si intenda "scommettere" sul mercato. Obbligazioni, azioni e fondi comuni di investimento sono solo una piccola, e forse la più conosciuta, parte di quanto quotidianamente si scambia sulle piazze mondiali e capirne il funzionamento è essenziale.
Guadagni modesti a fronte di un rischio molto basso, questa la filosofia dei titoli obbligazionari (o bond) con un rendimento pari alla somma investita accresciuto di piccoli interessi periodici (così dette cedole). In questo caso il capitale investito è garantito dalle società o enti pubblici emettitori.
Diverso il profilo dei titoli azionari (rappresentativi di una quota della proprietà di una società), più rischiosi in quanto legati agli andamenti della società in borsa e ai mercati. In questo caso il profilo di rischio si alza in coincidenza della difficoltà di calcolo di possibili plusvalenze (aumento di valore del titolo e quindi maggior rendimento) o minusvalenze.
Nella cassetta degli attrezzi del buon investitore non può mancare la nozione di Fondi Comuni di Investimento, strumenti finanziari che raccolgono il denaro di risparmiatori che demandano la gestione dei propri risparmi ad una società di gestione con personalità giuridica e capitale distinti da quelli del fondo.
In questo caso la rischiosità dipende dalla composizione dei fondi (obbligazioni, azioni etc.). Di questi ultimi val la pena citare gli ETF legati all'andamento di un particolare indice di mercato (index linked) e negoziabili come le azioni durante tutta la giornata di contrattazione.