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L'immigrazione si fa temporanea

Secondo un recente studio dell'Ocse una quota tra il 20 e il 50% degli immigrati in Italia arrivano, lavorano e poi preferiscono tornare nei paesi di origine per capitalizzare i sacrifici con la propria famiglia. E in caso di necessità tornare ancora
Miaeconomia
Tra il 20 e il 50% la quota degli immigrati nei paesi europei che rientra nelle rispettive nazioni di origine dopo circa 5 anni di permanenza. E' il dato sorprendente che emerge dal recente convegno internazionale su "Immigrazione, ritorno e sviluppo".
Nell'occasione John Martin, Direttore degli Affari sociali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, ha presentato l'ultimo rapporto sull'immigrazione descrivendo un nuovo fenomeno, quello dell'immigrazione temporanea. E' un fenomeno recente e in forte crescita che varia molto dal Paese ospite e dalla cultura di provenienza: per esempio Filippini ed Egiziani sono le popolazioni che rientrano maggiormente nel proprio territorio.
L'importante movimento di immigrazione è un dato di fatto che permette alle nazioni occidentali di accrescere maggiormente il proprio Pil ma anche di trasferire denaro verso il sud del mondo; infatti le rimesse degli emigranti ogni anno superano gli aiuti economici stanziati per i Paesi in via di sviluppo.
La sola Italia contava nel 2007 oltre 700.000 domande presentate da immigrati arrivati nel nostro Paese, una città fantasma poco più piccola di Genova. Gli stranieri presenti in Italia sono circa 3,5 milioni, con oltre 120.000 imprese "etniche". Una popolazione in forte crescita che contribuisce per l'8-9% al Pil, ma che nasconde un ampio fenomeno di lavoro sommerso, stimato in un mancato introito nelle casse dell'Inps e del Fisco per circa 2,5 miliardi di Euro.
Gli ingressi dall'estero sul territorio italiano sono inarrestabili con controlli spesso inadeguati: una realtà, questa, che impatta fortemente sul mondo del lavoro, infatti molte imprese attingono alle popolazioni straniere per colmare la necessità di manodopera, prime tra tutte le imprese lombarde, venete e dell'Emilia Romagna; i lavoratori più ricercati risultano essere soprattutto i marocchini, invece, le donne ucraine sono le più richieste per il ruolo di badanti.
Il mondo del lavoro si è fortemente modificato seguendo le evoluzioni sociali e culturali, per questo sono sempre più necessarie norme chiare ed applicabili per garantire sicurezza ai cittadini e ai lavoratori in un continente abitato da oltre 5,5 milioni di irregolari.
Lo stesso Consiglio Europeo, all'inizio del 2008, ha giudicato con durezza le regolarizzazioni promosse dall'Italia negli ultimi 25 anni. Nonostante numerosi buoni propositi, tra cui emersione del lavoro nero e lotta all'economia illegale, il nostro Paese non ha raggiunto il benestare del Consiglio Europeo, a causa soprattutto di un sistema burocratico poco adeguato, della resistenza a regolarizzare i rapporti di lavoro, e di una riconosciuta presenza latente dello Stato.
Sempre il Consiglio Europeo ha indicato come unica via percorribile la regolarizzazione previa verifica dei risultati, garantendo così un temporaneo permesso di soggiorno, subordinato alla verifica di alcune condizioni, quali per esempio il lavoro stabile e la regolarità fiscale.
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Inviato lunedì 23 marzo 2009 4.00.24
L?IMMIGRAZIONE - ora piu' che mai un bene! Un scambio non solo culturale, ma un consumo, un sostegno alle economie latente!
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RIPARTIRE DA ZERO
Inviato lunedì 23 marzo 2009 3.58.39
L?IMMIGRAZIONE - ora piu' che mai un bene! Un scambio non solo culturale, ma un consumo, un sostegno alle economie latente!
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