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Fondi pensione chiusi

Se si sceglie la strada di una previdenza integrativa collettiva, allora il caso più consolidato è senza dubbio quello dei cosiddetti “Fondi pensione chiusi”, che vengono anche chiamati “negoziali”.
Fondi pensione chiusi
by MiaEconomia®
Il meccanismo è noto a chi è lavoratore dipendente, specie da una decina di anni a questa parte. Infatti questi fondi pensione nascono da contratti o accordi collettivi, anche aziendali, in scia alla riforma del 1992 che li lanciava, anche se poi la partenza vera e propria è iniziata nel ‘95/‘96. Proprio su questa base vengono individuati i soggetti interessati al fondo.
Per semplificare parecchio, si può dire, di base, che il tipo di fondi coincide con i contratti nazionali di lavoro. Al contratto nazionale di lavoro dei chimici fa riscontro il fondo pensione Fonchim, al contratto nazionale dei metalmeccanici fa da sponda il fondo Cometa e così via. Ma attenzione, come è noto il meccanismo della contrattazione collettiva ha un secondo livello, ad esempio quello aziendale, oppure ancora territoriale (ad esempio gli edili), in alcuni casi quando si tratta di gruppi di imprese allora la contrattazione individua lì il secondo livello. Bene, anche i fondi pensione chiusi seguono questa seconda possibilità, anche per aggirare settori nazionali dove magari le parti non trovano accordo.
Così chi riesce a trovare una soluzione aziendale o territoriale può andare avanti, senza essere penalizzato da un livello nazionale che non trova uno sbocco. Inoltre va ricordato che i fondi chiusi hanno goduto per 5 anni di un periodo di protezionismo, nel senso che la legge impediva ad altre forme di previdenza privata di entrare su quel settore, lasciando così il tempo al fondo chiuso di raccogliere adesioni, prendere il via e consolidarsi.
Fondi pensione chiusi
Il meccanismo del fondo pensione chiuso funziona così. Si raccolgono le adesioni e i contributi dei lavoratori, dopo si decide quale sarà la politica di investimento per assicurare rendimenti adeguati che facciano rivalutare i versamenti. Si noti bene, in questo caso al fondo contribuisce anche una quota a carico del datore di lavoro. Poi il lavoro pratico viene dato a qualcuno che sia esperto e certificato da autorità pubbliche, quindi si parla di soggetti esterni specializzati nella gestione finanziaria e nella erogazione delle prestazioni. Per fare questo il fondo chiuso lancia una vera e propria gara, confronta i candidati e fa una scelta.
Si parla del fondo chiuso come una persona perché è in effetti un soggetto giuridico dotato di organi propri, come l’assemblea, gli organi di amministrazione e controllo e il responsabile del fondo che, in genere, coincide con il direttore generale.
Non solo. Va ricordato che l’assemblea è formata da rappresentanti degli iscritti (più raramente, e solo nei fondi preesistenti, da tutti gli associati). Gli organi di amministrazione e controllo sono costituiti per metà dai rappresentanti dei lavoratori iscritti e per l’altra metà dai rappresentanti dei datori di lavoro. I componenti degli organi di amministrazione e controllo e il responsabile del fondo devono essere in possesso di specifici requisiti di professionalità e onorabilità. Per lo svolgimento di alcune attività, il fondo pensione negoziale si avvale di soggetti esterni alla sua struttura.
Così, ad esempio, la gestione delle risorse finanziarie è affidata a soggetti specializzati (banche, società di intermediazione mobiliare, compagnie di assicurazione, società di gestione del risparmio); le risorse del fondo sono depositate presso la banca depositaria; le pensioni sono generalmente erogate da una compagnia di assicurazione.
Va anche ricordato che il fondo chiuso, per quanto negoziato, è pur sempre un fondo che va sul mercato, compra azioni, obbligazioni. Alla fine, mentre per la pensione pubblica il rendimento è prevedibile, quello dei fondi di fatto no, dipende da quanto versato e da quanto è stato bravo il gestore a fare buoni investimenti.