messaggio promozionale
A chi interessa la riforma del TFR?
I soggetti che sono coinvolti dalla riforma del TFR sono solo i lavoratori dipendenti…

Non bisogna confondersi con la riforma generale della previdenza complementare, di cui la riforma del Tfr è solo una parte. In questo caso ci sono delle novità su tutta la previdenza complementare che permettono a qualsiasi soggetto di accedere ai meccanismi integrativi. In questo senso il discorso riguarda tutti: i lavoratori del pubblico, i cosiddetti (in generale le forme contrattuali previste dalla famosa legge Biagi).
Il discorso si allarga così a persone con contratto di lavoro in somministrazione, con contratto di lavoro intermittente, con contratto di lavoro ripartito, con contratto di lavoro a tempo parziale, con contratto di apprendistato, con contratto di inserimento, con contratto di lavoro a progetto, con contratto di lavoro occasionale. Non sono esclusi dalla novità neanche figure ancora più “indipendenti”. Come il popolo delle partita Iva, ovvero i liberi professionisti e in generale i lavoratori autonomi.

Ma anche i soci lavoratori di cooperative, come ancora chi fa lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari nonché i soggetti che svolgono, senza vincolo di subordinazione, lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari e che non prestano attività lavorativa autonoma o alle dipendenze di terzi e non sono titolari di pensione diretta. Si allarga così la possibilità di avere una pensioncina un po’ rimpolpata anche a chi non ha redditi o perfino a chi risulta essere “fiscalmente a carico” di qualcuno.
Tutti loro possono oggi aderire alla previdenza complementare, magari trovandosi in compagnia proprio dei lavoratori che hanno aderito alla riforma del Tfr.