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La strana storia di Patrizia
Lavora da 11 anni nel settore pulizie, è impegnata per 3 ore al giorno e guadagna circa 400 euro al mese nette. E campa solo con quelle, perché il lavoro è spalmato su tutta la giornata e non può trovare un secondo impiego…

Immaginate una situazione di questo tipo: avete un lavoro di fatto part time, siete impegnati circa 3-4 ore al giorno e riuscite così a portare a casa 400 euro al mese, quando va bene.
Trovare un secondo impiego? “È impossibile, perché vedi, quelle ore non sono concentrate ma sono spalmate nell’arco della giornata e per di più devo correre in posti diversi della città per svolgere i miei compiti”.
Allarga le braccia Patrizia, 33 anni, arrivata a Milano dal Sud quasi 30 anni fa, era ancora una bambina e non ricorda il cambiamento dell’ambiente, del padre e della madre che decidono di andare al Nord, perché dà tanto lavoro.
“Ai tempi il lavoro c’era, i miei sono entrati nelle fabbriche della zona nord di Milano, e speravano che io studiassi, che facessi qualcosa di diverso, di meglio. Invece le cose hanno preso una piega diversa”.
Già, Patrizia si è trovata troppo presto con un figlio, un matrimonio e poi il divorzio, il marito che si dilegua e riesce a non pagare alimenti. Da casalinga si è dovuta cercare un lavoro in fretta ma la città che conoscevano i suoi genitori non c’è più.
“Ho trovato questo lavoro, non ho particolari qualifiche per cui mi hanno detto ‘vai nelle pulizie, lì cercano sempre’. Mi hanno imposto quell’orario e quella paga e di lì non riesco più a uscire”, racconta.
Per fortuna ci sono i genitori, che l’hanno riportata a casa e la aiutano a pagare con le loro pensioni le spese del figlio, ormai cresciuto. “Senza di loro non so come avrei fatto – incalza la donna -. È assurdo: tra le 7 e le 8 faccio pulizie in un palazzo di uffici. Poi altro viaggio: alle 14 ho un’ora per fare pulizie in una mensa, a volte devo poi fare la stessa cosa in un’altra mensa alle 4 di pomeriggio, in un altro posto ancora”.
Niente mezzi privati, non se li può permettere. Così quando il pomeriggio tardi deve andare nella periferia ovest di Milano, per l’ultimo incarico, è sfinita più per le corse che per il lavoro, esce alle 6 di mattina e torna alle 8 di sera.
“E va sempre peggio. Negli anni scorsi le società che vincono gli appalti lo hanno fatto chiedendo sempre meno e scaricando poi su di noi il problema. Ora c’è qualche limite ma il danno ormai è fatto”, incalza la lavoratrice. Già, provate voi a vivere con 400 euro al mese.
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