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Cosi' ti scovo l'evasore
Beni e servizi di lusso, potenziamento dei mezzi per stroncare le compensazioni di crediti inesistenti e attivita' di tutoraggio delle grandi imprese. Sono tre dei punti chiave del decalogo messo a punto dal Fisco per scovare i contribuenti con capacita' di spesa piu' elevata rispetto a quanto dichiarato
10 aprile 2009
Arriva il decalogo dell'Agenzia delle Entrate contro la lotta all'evasione per il 2009. Beni e servizi di lusso finiranno, infatti, sotto la lente del Fisco per scovare i clienti con capacita' di spesa piu' elevata rispetto a quanto dichiarato. Ma verranno, inoltre, potenziati i mezzi messi in campo per stroncare le compensazioni di crediti inesistenti e sara' avviata una costante attivita' di tutoraggio delle grandi imprese per prevenire i rischi legati ai singoli settori.
E' un provvedimento ad hoc, contenuto nella circolare n° 13/E dell'Agenzia delle Entrate, che illustra gli indirizzi operativi per l'attivita' di prevenzione e lotta all'evasione, focalizzando l'attenzione sul contrasto alle frodi, le indagini finanziarie, l'analisi dei rischi, il controllo dei contribuenti con regimi fiscali agevolativi e l'utilizzo degli strumenti di definizione del contenzioso.
Il decalogo anti-evasione amplia, quindi, la sua platea e mira a realizzare questi riscontri su tutte le diverse tipologie di contribuenti: grandi e medie imprese, piccole imprese e lavoratori autonomi, enti non commerciali e persone fisiche.
"Ora, fondamentale nella lotta all'evasione - spiega il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera - non e' solo il recupero di quanto sottratto indebitamente al fisco, ma anche l'incremento del gettito attraverso l'adempimento spontaneo".
Per questo motivo, il Fisco nel suo piano non ha piu' intenzione di contare solo su leggi di carattere generale, ma vuole andare a pescare gli evasori ad uno ad uno cominciando ad analizzare gli stili di vita dei contribuenti. Un impegno massimo per l'accertamento del reddito delle persone fisiche in base agli elementi di capacita' contributiva, qualora i redditi complessivamente dichiarati risultino non coerenti con la capacita' di spesa dimostrata.
Il ragionamento e' tanto chiaro, quanto logico: chi si puo' permettere di acquistare i Suv, di frequentare centri benessere, di fare piu' volte all'anno dei viaggi esotici, di comprare opere d'arte, ma anche di pagare rette salatissime presso circoli esclusivi e di mandare i figli in scuole private non puo' poi dichiarare dei guadagni modesti.
Determinante per questa missione sara' cosi' la collaborazione con i Comuni, la Motorizzazione e gli uffici locali - definiti "sensori" per la individuazione di elementi di rischio o spunti investigativi - che trasmetteranno all'Agenzia delle Entrate le informazioni su ristrutturazioni edilizie, contratti di gas e energia elettrica, affitti, residenze fittizie all'estero e "soffiate" su chi tiene un tenore di vita alto e dichiara poco.
Per quanto riguarda invece le imprese, per quelle di medie dimensioni (con un volume d'affari o di ricavi superiore a 5 milioni di euro e inferiore a 100 milioni di euro) la novita' rispetto al passato e' rappresentata dal fatto che l'attivita' di controllo diventa di competenza degli uffici locali fino alla creazione delle direzioni provinciali.
Mentre la strategia per le societa' di minori dimensioni (con un volume d'affari o ricavi inferiore a 5.164.568 euro) si basera' sull'analisi organica del rischio di evasione. Si tratta cioe' di effettuare una mappa delle categorie di attivita' economiche presenti sul territorio, analizzandone le dichiarazioni riferite all'ultimo triennio in comparazione all'economia reale locale.

