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Una famiglia su cinque arranca

Il 22,2% delle famiglie ha difficolta' economiche: da chi non risparmia piu' fino a chi ha forti problemi a pagare le bollette. L'Italia e', inoltre, uno dei Paesi europei con la maggiore diffusione di situazioni di redditi relativamente bassi. La fotografia e' stata scattata dall'Istat
Miaeconomia
La fotografia scattata dall'Istat nel suo Rapporto annuale sulla situazione del Paese 2008 e' chiara: la crisi economica che si e' abbattuta lo scorso anno ha avuto le peggiori conseguenze sul mercato del lavoro. Ad essere colpiti sono stati soprattutto i meridionali, i giovani, i precari, le donne e l'italiano medio, padre di famiglia, che ora non riesce piu' a soddisfare le esigenze base come fare la spesa o pagare le bollette. I numeri piu' delle parole. Piu' di una famiglia italiana su cinque fa fatica ad arrivare alla fine del mese: la percentuale e' del 22,2% pari a 5.394.068 di nuclei. Sono, invece, circa 2 milioni e mezzo le famiglie (10,4% del totale) che segnalano difficolta' economiche piu' o meno gravi e che risultano potenzialmente vulnerabili soprattutto a causa di forti vincoli di bilancio. Spesso non riescono a effettuare risparmi e, nella maggioranza dei casi, non hanno risorse per affrontare una spesa imprevista di 700 euro. Inoltre, il 6,3% delle famiglia addirittura non riesce ad arrivare a fine mese. Piu' alti rischi di arretrati nel pagamento delle spese dell'affitto e delle bollette, nonché maggiori limitazioni nella possibilita' di riscaldare adeguatamente la casa e nella dotazione di beni durevoli. Ed ancora. Un milione e 330mila famiglie (il 5,5% del totale) incontra difficolta' nel fronteggiare i bilanci. La maggioranza di loro si e' trovata almeno una volta nel corso del 2007 senza soldi per pagare le spese alimentari, i vestiti, le spese mediche e quelle per i trasporti. Dal punto di vista territoriale le famiglie che non riescono a far quadrare il bilancio a fine mese risultano relativamente piu' diffuse nel Mezzogiorno. In particolare Sicilia 12,3%, Calabria 11,6 e Puglia 10,3%. Mentre in tutte le Regione del Centro-Nord rappresentano meno del 5% della popolazione. Un cane che si morde la coda, quindi. Perché questo allarme sul peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie e' causato dal deterioramento del mercato del lavoro: infatti, nel 2008, per la prima volta dal 1995, la crescita degli occupati (183.000 unita') e' inferiore a quella dei disoccupati (186.000 unita'). A risentire di questa situazione e' soprattutto il reddito. In Italia si concentra la maggiore diffusione di situazioni relativamente basse: una persona su cinque e', infatti, a rischio di vulnerabilita' economica e vive in famiglie che hanno un reddito inferiore del 60% rispetto alla media europea. Nel 2008 erano oltre 600mila le famiglie italiane che vivevano con un solo reddito, proveniente oltretutto dal lavoro part time e 838mila quelle con redditi provenienti esclusivamente da lavori a termine o collaborazioni di un solo occupato nella famiglia. E' soprattutto al Sud che si registrano i redditi piu' insufficienti: una famiglia su tre nel Mezzogiorno e' infatti esposta al rischio. Ma lo scorso anno hanno riscontrato notevoli difficolta' meno di otto persone su cento nel Nord-est e poco piu' di dieci nel Nord-ovest e nel Centro. Confrontando i diversi tipi di famiglia, il rischio di vulnerabilita' economica cresce ovviamente con il numero di figli, soprattutto se minorenni e in presenza di un solo genitore.
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Alberto
Inviato domenica 26 aprile 2009 19.52.08
la detassazione avrebbe incentivato gli acquisti! Purtroppo a pagare le tasse sono sempre gli stessi...
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giorgio
Inviato venerdì 5 dicembre 2008 7.06.10
La detassazione della 13° per lavoratori e pensionati sarebbe stata una cosa buona per i comuni cittadini Italiani..
J NOSTRI POLITICI CI SENTONO POCO LORO HANNO SEMPRE LA PANCIA PIENA....
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