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A chi destinare l'otto per mille?
E' tempo di dichiarazione dei redditi. Anche per il 2009 il contribuente potra' destinare l'8 per mille del gettito Irpef per scopi "sociali o umanitari" a gestione statale oppure "religiosi o caritativi" gestiti da confessioni religiose. Questa scelta non e' alternativa al 5per mille
21 maggio 2009
Arriva il momento di presentare la dichiarazione dei redditi (quinta pagine del modello 730/2009) e gli italiani devono decidono a chi destinare l'otto per mille del loro imponibile. Un piatto che vale ben oltre un miliardo di euro con la partita che ogni anno si gioca a sette.
In particolare si tratta dell'Unione Chiese Cristiane Avventiste del Settimo giorno, le Assemblee di Dio in Italia, la Chiesa Evangelica Valdese, la Chiesa Evangelica Luterana in Italia, l'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane.
Il funzionamento dell'8 per mille e' semplice: si tratta di un meccanismo attraverso il quale lo Stato, seguendo l'indicazione dei contribuenti, decide di devolvere una quota del gettito complessivo dell'Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche) a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale (la fame nel mondo, le calamita' naturali, l'assistenza ai rifugiati o la conservazione di beni culturali) e, in parte, a destinazioni di carattere religioso a diretta gestione della Chiesa cattolica e delle altre confessioni religiose.
La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta. La ripartizione tra le istituzioni beneficiarie avviene in proporzione alle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi.
In realta' nessuno destina il proprio gettito: il meccanismo assomiglia di piu' ad un gigantesco sondaggio d'opinione, al termine del quale si contano le scelte, si calcolano le percentuali ottenute da ogni soggetto e, in base a queste percentuali, vengono poi ripartiti i fondi. In questo modo le firme di tutti i contribuenti hanno lo stesso peso, indipendentemente dal loro reddito.
Ma va ricordato che, in caso di scelte non espresse dai contribuenti, la destinazione si stabilisce in base alla totalita' delle scelte di tutti i contribuenti e agli accordi con le comunita' religiose.
E da questa ripartizione delle scelte inespresse nasce l'aspetto piu' controverso che ogni anno accompagna la destinazione dell'8 per mille. Alcune confessioni, infatti, lasciano allo Stato le quote non attribuite, limitandosi a prelevare solo quelle relative ad opzioni esplicite a loro favore. Una decisione che - lamentano le altre istituzioni religiose - non viene adottata invece dalla Chiesa cattolica che ottiene cosi' un finanziamento quasi triplo rispetto ai consensi espliciti ottenuti a suo favore. Anche perché, va ricordato, che l'8 per mille e' un meccanismo figlio del Nuovo concordato del 1984 tra Stato italiano e Chiesa Cattolica. Con quella firma si e' passati, infatti, dal sistema della congrua (voluto nel '29 da Mussolini e con il quale lo Stato pagava ai sacerdoti lo stipendio) alla preferenza al momento della compilazione del modello delle tasse. E dal 1989 questa risorsa economica si e' estesa anche ad altre confessioni religiose.
Secondo gli ultimi dati diffusi dal ministero dell'Economia - riferiti alle dichiarazioni dei redditi del 2004 (redditi 2003) e ripartiti nel 2007 - emerge questa la distribuzione: 89,81% Chiesa Cattolica; 7,74% Stato; 1,43% Valdesi; 0,37% Comunita' Ebraiche; 0,27% Luterani; 0,20% Avventisti del settimo giorno; 0,19% Assemblee di Dio in Italia e 0,26% Chiesta evangelica luterana in Italia.
E, in tale occasione, su oltre trenta milioni di contribuenti solamente il 39,52% ha espresso un'opzione. Mentre l'analoga iniziativa del 5% per mille, che ha lo scopo di finanziare la ricerca ed il non profit, prevede che in caso di non espressione di una preferenza il gettito venga incamerato dallo Stato: in questo modo il cittadino puo' disporre soltanto di questa percentuale calcolata sulla propria Irpef e non influenza in alcun modo l'utilizzo del denaro di chi non ha espresso preferenza.

