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A chi destinare l'otto per mille?

Il piatto vale ben oltre un miliardo di euro e ogni anno la partita si gioca a sette. Arriva il momento di presentare la dichiarazione dei redditi e gli italiani devono decidono a chi destinare l'otto per mille del loro imponibile. Vediamo insieme di cosa si tratta
Miaeconomia
L'otto per mille è una quota del gettito complessivo dell'Irpef (l'imposta sul reddito delle persone fisiche) che lo Stato Italiano mette a disposizione per scopi "sociali o umanitari" a gestione statale oppure "religiosi o caritativi" gestiti da confessioni religiose, chiedendo annualmente ai contribuenti di indicare a chi deve essere destinata. Ogni cittadino che presenta la dichiarazione dei redditi può, infatti, scegliere la destinazione dell'8% del gettito Irpef tra sette opzioni: Stato, Chiesa cattolica, Avventisti, Assemblee di Dio, Valdesi, Luterani, Ebrei. La scelta si compie mettendo la propria firma sul modello in corrispondenza dell'istituzione prescelta. La ripartizione tra le istituzioni beneficiarie avviene in proporzione alle scelte espresse dai contribuenti in sede di dichiarazione annuale dei redditi. In caso di scelte non espresse dai contribuenti, la destinazione si stabilisce proporzionalmente alle scelte espresse e secondo gli accordi sottoscritti con le Confessioni religiose. Va notato che la scelta espressa con la firma non determina direttamente la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato calcola l'importo totale delle entrate dovute all'Irpef e da questo importo totale scorpora l'otto per mille; poi calcola il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine ripartisce l'otto per mille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. In questo modo le firme di tutti i contribuenti hanno lo stesso peso, indipendentemente dal loro reddito. Sulla base delle scelte effettuate dai contribuenti nella dichiarazione dei redditi, una quota pari all'otto per mille del gettito IRPEF è destinata: - a scopi di interesse sociale o di carattere umanitario a diretta gestione statale dallo Stato per interventi straordinari per fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati e conservazione di beni culturali; - a scopi di carattere religioso o caritativo a diretta gestione della Chiesa cattolica per esigenze di culto della popolazione, sostentamento del clero e interventi caritativi a favore della collettività nazionale o di paesi del terzo mondo; - ad interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero, sia direttamente sia attraverso un ente all'uopo costituito da parte dell'Unione italiana delle Chiese cristiane avventiste del 7° giorno; o ad interventi sociali ed umanitari anche a favore dei paesi del terzo mondo da parte delle Assemblee di Dio in Italia; - a scopi di carattere sociale, assistenziale, umanitario o culturale in Italia e all'estero sia direttamente, attraverso gli enti aventi parte nell'ordinamento valdese, sia attraverso organismi associativi ed ecumenici a livello nazionale e internazionale a diretta gestione della chiesa Valdese, Unione delle Chiese metodiste e Valdesi; - agli interventi sociali, assistenziali, umanitari e culturali in Italia e all'estero, direttamente dalla Chiesa Evangelica Luterana, e ciò sia direttamente, sia attraverso le Comunità ad essa; - alla tutela degli interessi religiosi degli ebrei in Italia, per la promozione della conservazione delle tradizioni e dei beni culturali ebraici, con particolare riguardo alle attività culturali, alla salvaguardia del patrimonio storico, artistico e culturale, nonché ad interventi sociali e umanitari volti in special modo alla tutela delle minoranze contro il razzismo e l'antisemitismo a diretta gestione dell'Unione delle Comunità ebraiche.
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