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Canone RAI: il sollecito è legittimo!
Nuova sentenza della cassazione a favore del canone RAI
10 giugno 2009
Non c'è alcun limite ai solleciti che la Rai può inviare ai cittadini per regolarizzare la loro posizione in materia di canone Rai, lo stabilisce la sentenza 12885 della Cassazione.
La sentenza
Oltre a stabilire che da Viale Mazzini possono essere inviate più lettere di ingiunzione ai sospetti "evasori", la sentenza dichiara che la persona che riceve la comunicazione, anche qualora abbia pagato o non possegga il televisore, non può chiedere il risarcimento per danni subiti per il disturbo di aver ricevuto le lettere anche se non è debitore.
Il caso
Il ricorso in questione riguardava la decisione del giudice di pace di Amantea che, nel gennaio 2006, aveva imposto all'azienda pubblica di risarcire la signora Raffaella F. con 100 euro a titolo di «danno esistenziale» per l'invio di 3 lettere, nei mesi di luglio 2001, luglio 2002 e settembre 2005 con le quali la Rai sollecitava il pagamento del canone.
Risarcimento annullato
Oltre a creare un precedente importante la sentenza annulla il pronunciamento del giudice di pace, stabilendo che le ingiunzioni della Rai possono aver leso la "serenità personale" della signora ma non tanto da aver provocato un danno quantificabile. «Questo tipo di lettere - conclude la Cassazione - rientra in quegli sconvolgimenti della quotidianità consistenti in disagi, fastidi, disappunti, che, per la loro lievità non sono meritevoli di tutela risarcitoria». Così la Cassazione, affrontando gli aspetti risarcitori della questione, ha del tutto annullato il verdetto del Giudice di Pace.

