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Acquisto auto all'estero: i consigli di Adiconsum
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11 giugno 2009
Con il via libera dalla Commissione europea all'adozione del regolamento relativo al certificato di conformità europea per i veicoli immatricolati in tutti gli Stati membri, avvenuta agli inizi di maggio, in molti avranno pensato di acquistare auto oltre confine per risparmiare.
Ma è davvero così?
Per l'associazione dei consumatori Adiconsum le cose stanno un pò diversamente.
A chiarircelo l'associazione stessa che in una nota chiarisce che "se è vero che l'Unione Europea ha varato nel 2007 una nuova Direttiva (la 2007/46 CE per la precisione) che prevede l'omologazione comunitaria con conseguente rilascio di certificazione di conformità da parte del costruttore del veicolo e che attualmente vi è una proposta di regolamento, il mercato dell'auto italiano non rischia comunque un boom di acquisti transfrontalieri".
I motivi?
Sono essenzialmente due:1. il primo - chiarisce Adiconsum - è rappresentato dalla complessità delle operazioni doganali per l'importazione del veicolo (produzione di documenti specifici da parte dell'esportatore, cioè dell'automobilista in questo caso, diversi da Paese a Paese e i differenti regimi di Iva);2. il secondo è rappresentato dalla garanzia di conformità. Di questa risponde il venditore. Nel caso di veicolo acquistato in un altro Paese, l'automobilista dovrà, quindi, rivolgersi al venditore straniero.
E allora che fare?
Anche in questo caso i consigli di Adiconsum sono due:1. acquistare solo da venditori esteri che garantiscono la consegna in Italia, con un prezzo finale comprensivo anche dei costi doganali;2. saldare il conto solo a fronte di una fattura formale che riporti il V.I.N. (vehicle identification number) cioè il numero di telaio, e il certificato di conformità europeo. Con questo documento in mano (è questa la vera novità) si potrà procedere ad immatricolare il veicolo senza passare per il Dipartimento Trasporti terrestri (ex Motorizzazione).
Come in tutti gli acquisti poi l'informazione è più che importante: occorre fare attenzione alle false occasioni.
Lo precisa l'Aduc che ricorda che l'Ue pubblica su un proprio sito (cliccaquiper accedere alla pagina) una tabella per comparare i prezzi dei modelli più venduti.

