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Gli immobili riempiono le casse del Fisco
Oltre 36 miliardi di euro: a tanto ammonta il gettito fiscale dei 55 milioni di immobili presenti in Italia. Il dato, relativo al 2007, emerge dall'indagine "Gli immobili in Italia. Dialoghi tra le banche dati: conoscere per decidere"
15 gennaio 2009
Anche se il mercato immobiliare ha chiuso l'anno 2008 con una contrazione dei prezzi e delle compravendite, la passione per il mattone resta forte. Un feeling, quello tra le case e gli italiani, che infatti solo in questi mesi sta risentendo della crisi economica e della relativa stretta creditizia delle banche sulla concessione dei mutui. Tanto che prima di questo tsunami finanziario, nel BelPaese si è delineato un quadro chiaro: la maggior parte degli immobili è in mano a proprietari che li abitano e solo una piccola parte è in locazione.
E i numeri lo dimostrano. In Italia ci sono 55 milioni di unità immobiliari presenti nella banca dati catastale, di cui il 45% del totale è utilizzato come prima casa o sue pertinenze, il 9% è a disposizione dei proprietari e il 9,5% risulta locato, di cui solo lo 0,60% affittato ad equo canone. Altri utilizzi si riscontrano nel 14,4% dei casi, mentre non si è pervenuti alla ricostruzione dell'uso per il 10,9% degli immobili per i quali non sussiste l'obbligo di dichiarazione.
Un dato fiscale, quest'ultimo, molto importante proprio perché ha permesso all'Agenzia del Territorio, al Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia e alla Sogei di fornire la prima mappa del patrimonio immobiliare italiano e del suo utilizzo, ottenuta grazie all'incrocio delle informazioni catastali con quelle presenti nelle dichiarazioni dei redditi. Dati che sono stati raccolti nel volume "Gli immobili in Italia. Dialoghi tra banche dati: conoscere per decidere".
Il rapporto mostra così che tra Iva, imposte ipotecarie o di successione, nel 2007, i 39 milioni di italiani intestatari di una casa - di cui 1,8 milioni persone non fisiche - hanno versato all'erario 36,6 miliardi di euro, così distribuiti: 31,2% derivante dall'Ici sulla prima casa, 20,6% dall'Iva, 20,5% relativa dall'Irpef, 14,5% all'imposta di registro, 9,8% all'imposta ipotecaria e catastale, 1,7% all'Ires, 1,05% all'imposta sostitutiva sui mutui, 0,29% all'imposta di successione e 0,12% relativa all'Irap.
Lo studio realizzato - spiega l'Agenzia del Territorio - rappresenta il primo passo verso la costruzione di una banca dati a valenza statistica del patrimonio immobiliare. È importante perché fruibile ad ogni livello di governo del territorio, dal momento che rende disponibili a tutti gli operatori interessati elementi statistici di qualità sull'utilizzo degli immobili, per la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.
Il tema, ha precisato ancora l'Agenzia, è "di particolare rilevanza strategica per il governo del territorio, perché impone una conoscenza della realtà e del patrimonio informativo, in quanto solo in tal modo si possono sviluppare politiche territoriali, ambientali, abitative capaci di cogliere le esigenze di un sistema-paese".

