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Affitti in nero, un buco nel Fisco

Tre miliardi di euro: a tanto ammonta l'evasione al Fisco tra case affittate in nero ed edifici non accatastati, secondo un'indagine del Sole 24 Ore. Le abitazioni in affitto non registrate sarebbero circa 500mila a cui vanno aggiunti i falsi comodati e le altre forme di irregolarita'
Miaeconomia
La solita Italia delle due facce: da una parte la crisi che spinge la richiesta delle locazioni e di conseguenza il prezzo richiesto per andare in affitto, con un'incidenza sul reddito che diventa troppo elevata; dall'altra l'aumento vertiginoso dei contratti d'affitto in nero, con punte croniche al Nord dove piu' di un affitto su tre e' sancito da una semplice stretta di mano e non da un regolare contratto.
A scattare questa impietosa foto di una nuova e preoccupante evasione fiscale legata agli immobili e' il quotidiano della Confindustria "IlSole24ore" che ha effettuato una ricerca, comparando le dichiarazioni dei redditi degli italiani del 2006 con i dati dell'Agenzia del Territorio.
I numeri piu' delle parole. La mancata registrazione degli affitti e dei fabbricati non censiti o dichiarati in una categoria diversa da quella effettiva d'uso fanno perdere agli erari di Stato e Comuni quasi tre miliardi di euro ogni anno. Un vero tesoretto di cui sono responsabili, per quasi un miliardo di euro, le 500mila case affittate in nero, senza contare i falsi comodati e le altre forme di irregolarita' applicate nelle locazioni. A livello nazionale sono, quindi, affittate illegalmente da parte dei proprietari privati 15 abitazioni su 100, ma al Nord si sale a una su tre. E senza considerare i finti comodati, le locazioni estive e gli stranieri irregolari.
Ma gli affitti non sono il solo reddito che sfugge al Fisco nel mondo del mattone. La partita e' piu' che mai aperta su altri due fronti: le case ex rurali e i fabbricati fantasma, cioe' esistenti nella realta', ma non sulle mappe catastali. Inoltre, se le uniamo a fabbricati, edifici ex rurali e via dicendo, le case "fantasma" per il Fisco sono oltre 6 milioni, il 10,9% del totale.
Un fenomeno consolidato e in crescita insomma, tanto che la Guardia di Finanza sta intensificando i controlli soprattutto per i fabbricati rurali che dovrebbero prevedere la presenza di un edificio solo per il ricovero degli animali o degli attrezzi. Ma a quanto pare non e' cosi' e nella maggior parte dei casi su quei terreni sono state costruite delle case. Per questo il Catasto prima e il Territorio poi hanno gia' invitato i proprietari a iscrivere gli immobili al Catasto urbano per dotarli di una rendita catastale autonoma. Il tutto con molta calma, dal momento che solo 100mila immobili sono stati accatastati finora.
Vicende analoghe per i fabbricati, in gran parte abusivi, che non risultano dichiarati in Catasto ma scoperti poi dalle foto aeree con l'incrocio delle mappe e delle banche dei dati catastali. Si tratta di 2,89 milioni di costruzioni.
Come risolvere questo malcostume? Mentre la Guardia di Finanza si sta impegna sul territorio, le associazioni dei proprietari chiedono un'aliquota fissa con cui tassare i proventi delle locazioni. Per il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, l'evasione fiscale sugli affitti e' il frutto dell'azzeramento della redditivita'. "L'emergenza - afferma - non e' abitativa, ma sociale. Dobbiamo puntare l'indice anche contro la leggerezza di quanti, indistintamente, prorogano a cuor leggero, quasi ogni anno, gli sfratti convalidati dai giudici. Certi proprietari ritengono che, senza contratto scritto, si difenda meglio la possibilita' di ritornare in possesso della propria casa, anche nei confronti di inquilini morosi. E poi, molte volte, sono gli stessi inquilini che non vogliono il contratto scritto, in cambio di uno sconto sul canone".
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