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La recessione bussa alla porta (di casa)

Secondo Cgil e Sunia gli affitti sono aumentati del 16% e arrivano a incidere in alcuni casi perfino sul 90% del salario di un lavoratore. Un livello pericoloso, tanto che la ricerca avverte: ci sono 150mila famiglie a rischio sfratto in tre anni
Miaeconomia
Mentre il Governo prepara il Piano casa come stimolo per la crescita, esplode l'emergenza sfratti. E' quanto rileva uno studio della Cgil e del Sunia sul tema "La crisi economica acuisce il fenomeno degli sfratti per morosita'", da cui emerge che e' sempre piu' forte la difficolta' delle famiglie in affitto sostenere gli attuali livelli di mercato. Per le famiglie dove spesso l'unica entrate e' un reddito da lavoro dipendente o una pensione, l'affitto incide con percentuali insostenibili: tra il 40% e il 50% a Genova e Torino, tra il 50% e il 70% a Bologna e Firenze, oltre il 70% a Milano e Roma. In generale, le spese totali per l'abitazione gravano sul reddito mediamente tra il 50% e il 70%, spiega la ricerca, con i casi eclatanti di Milano e Roma, dove l'incidenza oscilla tra l'82 e il 92%. A fronte di un reddito medio da lavoro dipendente sostanzialmente invariato (considerato pari a 16.045 euro annui, al netto delle imposte e dei contributi, secondo il dato di Banca d'Italia "I bilanci delle famiglie italiane" dell'anno 2006), gli affitti sono aumentati del 16% nel corso del 2008. Del resto - sottolinea lo studio - il mercato dell'affitto privato, infatti, e' caratterizzato da quella famiglia tipo che oggi piu' che mai subisce gli effetti della crisi economica: il 20,5% dei nuclei sono unipersonali (di questi il 58% composti da donne), il 67% delle famiglie in affitto percepiscono un solo reddito e in queste il 39,6% e' rappresentato da operai e il 29,2% da pensionati, piu' di un quinto dei capofamiglia ha oltre 65 anni e un quarto e' costituito da donne. Data l'insostenibilita' dei canoni, delle spese per l'abitazione e dell'aggravarsi della situazione economica e occupazionale, senza misure di sostegno al reddito delle famiglie in affitto, nel triennio 2009/2011 si prevede che altre 150.000 famiglie perderanno la propria abitazione subendo uno sfratto per morosita' incapaci di far fronte al pagamento dell'affitto. "Rispetto a queste che sono le vere esigenze del Paese il Governo propone un Piano per chi ha gia' casa", osserva la segretaria confederale della Cgil, Paola Agnello Modica, che aggiunge: "In attesa di conoscere la integrale proposta del Governo di un piano che viene spacciato per Piano Casa ma che e' in realta' un "Piano per l'edilizia". Per Agnello "gia' e' chiaro che dall'agenda politica sparisce il tema dell'edilizia sociale e dell'affitto. Significativo infatti che dei 550 milioni stanziati dal Governo Prodi, l'attuale Governo ne conceda con un anno di ritardo solo 200 alle Regioni, mentre riduce le risorse per chi e' in affitto tagliando i soldi per il fondo sociale". La dimostrazione del pericolo che incombe su 150mila famiglie nel prossimo triennio emerge dall'indagine compiuta dall'Ufficio Studi del Sunia, in collaborazione con la Cgil, su un campione di 1.000 famiglie sottoposte a sfratto per morosita'. Si rileva come l'acuirsi della crisi economica stia colpendo le famiglie di lavoratori dipendenti e pensionati anche sul fronte abitativo. Infatti, sul campione preso in esame, si evidenzia che il 24% delle famiglie sfrattate per morosita' ha subito la perdita del posto di lavoro del primo percettore del reddito, il 22% e' precario mentre per un altro 21% il percettore e' in cassa integrazione.
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