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Cosa succede con il calo dei tassi
Un bonus da quasi 620 euro al mese: e' quello che il taglio del costo del denaro portera' nelle tasche di chi ha sottoscritto un mutuo a tasso variabile di 300mila euro a 30 anni. Ma che cosa si devono aspettare gli italiani che il mutuo lo devono ancora stipulare?
11 maggio 2009
Con la decisione dei giorni scorsi della Banca Centrale Europea di portare il costo del denaro al minimo storico dell'1%, le famiglie italiane alle prese con le rate dei mutui e dei prestiti a tasso variabile possono tirare un sospiro di sollievo. A patto, comunque, che le banche non aumentino lo spread sui finanziamenti per acquistare la prima casa e trasferiranno subito la riduzione dei tassi di interesse sui prossimi bollettini, dal momento che non esiste un adeguamento automatico alle decisione prese dall'Eurotower.
L'accusa, non tanto velata, e' stata lanciata dalle associazioni dei consumatori secondo cui va prestata la massima attenzione nel vigilare che non siano le banche ad incassare questa riduzione dei tassi, ma solo le famiglie indebitate che, ora, aspettano con ansia un'ulteriore diminuzione delle rate.
Sembrano, quindi, ormai lontani i tempi in cui agli inizi di ottobre l'Euribor aveva raggiunto il record storico di 5,39%, marcando una differenza di oltre un punto e mezzo percentuale rispetto al tasso Bce allora vigente: il 3,75%. I ripetuti interventi dell'Istituto di Francoforte sui tassi d'interesse hanno, cosi', concesso una boccata d'ossigeno al mondo del tasso variabile, con riduzioni che vanno dal 35,5% al 15,5%.
Numeri alla mano, secondo una simulazione dell'Adusbef, oggi la rata mensile per un mutuo di 300.000 euro a trent'anni - con l'Euribor all'1,31% - e' scesa di oltre un terzo: costa 617 euro in meno (da 1.737 euro a 1.120 euro) rispetto al picco massimo raggiunto a giugno del 2008 (-35,5%).
Per chi ha chiesto un prestito di 200.000 euro, da restituire in 20 anni, la riduzione e' ovviamente piu' contenuta e si aggira intorno al 27%. Le rate mensili costano 377 euro in meno.
Risparmio piu' contenuto, anche in percentuale, per i mutui piu' bassi. Restituire 100.000 euro in 10 anni costa al mese 923 euro contro i 1.094 dello scorso anno, con un risparmio di 171 euro (-15,6%).
Tutte buone, quindi, le notizie per le famiglie attualmente indebitate. I tassi di interesse bassissimi che ci sono adesso, rendono infatti il variabile una soluzione ghiotta. Ma che cosa si devono aspettare gli italiani che il mutuo lo devono ancora stipulare?
Va subito detto che questi benefici potrebbero essere in parte assorbiti dalla politica delle banche, che cercano di sfruttare al meglio il momento favorevole, sopprimendo i mutui a tasso fisso e alzando un po' i loro margini di guadagno (spread).
Cosi' per cercare di aiutare il cliente, da qualche anno moltissimi istituti bancari offrono soluzioni miste, bilanciate, con una parte iniziale di variabile, per passare poi al fisso. Inoltre, tutte le banche propongono di abbinare al mutuo assicurazioni che, in caso di morte o di invalidita', intervengano a coprire la quota mancante.
E per quanti si rincuorassero, pensando di sfruttare le novita' introdotte dalla legge Bersani (40/2007), va ricordato che non sempre la tanto sbandierata portabilita' si e' rivelata operazione semplice e soprattutto esente da spese. Sono ancora tante, infatti, le lamentale e le segnalazioni dei mutuatari che incontrano difficolta' quando decidono di approfittare della surroga per spostare a costo zero il finanziamento presso un'altra banca che offre condizioni migliori.
Le banche spiegano comunque che si e' trattato solo di una difficoltà momentanea data dall'interpretazione della norma. Ma, ora, grazie ai chiarimenti e ai nuovi decreti il trasferimento del mutuo tra banche fila liscia come l'olio.

