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Auto: Moody's, settore europeo sotto pressione nel 2008

 
Auto: Moody's, settore europeo sotto pressione nel 2008
 
Il 2006 e il 2007 sono stati anni difficili per l'industria automobilistica europea e le sfide persisteranno anche nel 2008 visto che i produttori continueranno ad affrontare difficoltà nell'incrementare la propria quota di mercato e nel migliorare la redditività.
Lo si apprende da una nota su un report di settore dell'Investor Service di Moody's, il cui autore e senior vice president Falk Frey afferma di aspettarsi "a livello globale una domanda di auto e veicoli pesanti in crescita del 5% annuo per i prossimi 5 anni, grazie principalmente ai paesi emergenti, come Russia, Brasile, India e Cina".
Comunque "per i mercati dell'Europa Occidentale nel 2008 ci aspettiamo immatricolazioni sostanzialmente in linea con quelle del 2007". In Francia il mecato è visto in crescita del 6% nel 2008 grazie ad un nuovo sistema di incentivi, mentre la Germanaia dovrebbe crescere del 3,5% dopo il -9% del 2007.
In Italia è attesa una riduzione del mercato del 3,5% dopo che nel 2007 la domanda è stata sostenuta dagli incentivi alla rottamazione. In Spagna è previsto un calo del 6%, mentre il Regno Unito dovrebbe realizzare con molta difficoltà un +1%.
La domanda stagnante nei principali mercati dell'Europa occidentale rappresenta uno dei cinque fattori chiave per valutare la qualità creditizia dei produttori nei prossimi anni. Il primo fattore è l'eccesso di capacità produttiva.
Secondo Moody's, l'equilibrio tra riduzione della produzione in Europa Occidentale, nuova capacità produttiva in Europa orientale e la domanda addizionale proveniente dai paesi di quest'ultima area sta raggiungendo un miglior livello ma non aiuta a risolvere i problemi di sovraproduzione, quantificabile tra il 20 ed il 25%, nei paesi europei occidentali.
Mentre i mercati europei sono in stagnazione, i paesi in via di sviluppo continueranno invece a guidare la crescita delle immatricolazioni nel corso del 2008 e anche oltre. La domanda in queste nazioni e nei mercati emergenti è spinta in generale dalla loro rapida crescita economica, dall'incremento del reddito procapite e dalla aumento della popolazione.
Tuttavia, segnala Moodys, la rapida espansione economica porta ad una crescita delle vendite estremamente volatile e i margini reddituali sono ben al di sotto di quelli realizzati in Europa Occidentale. I cambi valutari rappresentano un'altra sfida.
"La continua debolezza del dollaro rispetto all'euro", fa presente Frey, "ha un peso sui profitti di alcuni prioduttori come Daimler, Bmw e Volkswagen, che realizzano parte dei propri ricavi negli Usa ma non sostengono i relativi costi nella stessa valuta dei ricavi".
Al contrario Renault, Psa e Fiat non hanno una significativa esposizione al dollaro, ma affrontano una feroce competizione nei segmenti mass market, dove i margini sono più bassi rispetto a quelli del segmento premium.
A questo si aggiungono, gli alti prezzi del petrolio e delle materie prime, che hanno incrementato i costi produttivi mentre le stringenti normative sulle emissioni, eventuali tasse basate sui livelli di inquinamento dei modelli e i costi di assicurazione potrebbero secondo Moody's portare ad un cambiamento nel mix della domanda di nuovi veicoli: da grandi auto e Suv a veicoli più piccoli e più efficienti nei consumi", ma meno redditizi per le case.
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