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Si cade ancora nel phishing
La cronaca degli scorsi giorni porta alla ribalta il phishing, l'invio di email in cui si chiedono in maniera fraudolenta le password e le chiavi di accesso ai conti correnti. Sono soprattutto gli anziani e i giovani studenti le vittime di queste truffe. Ecco semplici regole per tutelarsi
04 luglio 2008
Quando si utilizzano le carte di credito su Internet l'attenzione non è mai troppa. La cronaca di ieri è stata chiara: una banda di criminali informatici è riuscita a sottrarre oltre un milione di euro ai conti correnti online di centinaia di clienti di Poste Italiane. Ora la Polizia postale di Bologna ha arrestato i componenti dell'organizzazione.
Ma sul fronte della sicurezza la situazione resta allarmante, dal momento che i continui consigli a prestare la dovuta attenzione alcune volte cadono nel vuoto.
La banda di malviventi, ma anche tutti gli altri truffatori, continuano ad agire sfruttando sempre le stesse tecniche: l'invio di milioni di email a pioggia su Internet, con la classica tecnica del phishing. Si tratta di una intestazione identica a quella della banca, che richiede nome utente e password per motivi tecnici. La maggior parte degli utenti non ci casca, ma se si mandano tante email qualcuno che non si accorge della truffa e spedisce i propri dati purtroppo si trova sempre.
La maggior parte dei truffati sono giovani studenti o anziani, ai quali vengono illecitamente sottratte somme di denaro sia da conti correnti postali online sia da carte di credito del tipo Postepay.
Meglio quindi ribadire la necessità di prestare attenzione alle truffe e a tutti i fenomeni connessi, come phishing e trashing.
Bisogna sempre tenere a portata di mano il numero di emergenza fornito dalla banca per bloccare la propria carta. E in più, non rispondere alle email che chiedono, con la scusa di effettuare dei controlli, di inserire i dati della carta di credito in un modulo o in una pagina web (phishing) anche se è presente il logo della banca o dell'emittente della carta. Queste email truffa vanno sempre segnalate alla banca o alla polizia postale.
Bisogna fare a pezzettini tutte le ricevute di pagamento o gli estratti conto prima di gettarle nei rifiuti per evitare che qualcuno possa recuperare i dati personali (trashing).
In caso di acquisti online tenere sotto controllo i movimenti della carta con più frequenza e bloccarla in caso di addebiti non riconosciuti: un hacker potrebbe intercettare le coordinate di pagamento (sniffing).
Non bisogna chiamare i numeri di telefono di emergenza spediti via sms per bloccare la carta: si tratta di call center finti che richiedono di digitare i dati della carta (vishing).