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Attenzione alle piccole rate
Dietro le rate piccole dei prestiti al consumo spesso si nascondono tassi di interesse alti, risultando poca la trasparenza sui costi applicati. È il risultato cui perviene Altroconsumo, dopo aver effettuato un test su diversi negozi e monitorato le offerte di vendita in 8 città italiane
29 aprile 2009
Compri oggi, paghi domani. Uno slogan che gli italiani conoscono benissimo e che negli ultimi anni ha fatto aumentare vorticosamente la percentuale degli acquisti effettuati tramite il credito al consumo. Le offerte proposte attraverso efficaci campagne pubblicitarie e réclame irresistibili hanno, infatti, convinto anche i consumatori più restii ad abbandonare il pagamento in contanti per passare a quello a rate.
Un metodo semplice e sicuramente molto efficace, dal momento che consente di acquistare subito un bene, come l'auto, il frigo, il televisore, ma anche le cure del dentista o il viaggio estivo, per poterlo poi ripagare con "comodissime e piccolissime rate ogni mese". Il tutto senza spese o al limite con una percentuale molto bassa relativa ai tassi di interesse.
Ma proprio in questa definizione si trova il nodo del problema, visto che di pari passo con il boom del pagamento rateale, c'è stata sempre anche una campagna delle associazione dei consumatori nel mettere in guardia gli italiani da possibili "fregature". Si tratta, infatti, della poca trasparenza sui costi dei prestiti finalizzati all'acquisto di un prodotto, come dimostra la nuova indagine di Altroconsumo realizzata nel mese di dicembre del 2008 - periodo in cui fioccano le offerte con pagamenti a rate - in 239 punti vendita dislocati in 7 importanti città, su un totale 285 offerte di rateizzazione.
Numeri alla mano, secondo Altroconsumo, nel 70% dei casi non è stata fornita al cliente nessuna informazione sui dati relativi al Taeg (Tasso annuo effettivo globale) o comunque la percentuale applicata era sbagliata. Così, dietro agli slogan - denuncia l'associazione - si nascondono veri e propri bluff e si finisce per pagare di più.
Va, infatti, sempre ricordato che quando si acquista a rate deve essere sempre richiesto e ben chiaro il Taeg che comprende tutte le spese legate al finanziamento e che poi non è sempre ben evidenziato in sede di stipula del contratto di credito al consumo.
Altroconsumo ha passato al vaglio anche il materiale informativo, volantini, foglietti, cartelloni che per legge dovrebbero attenersi al vero. Tanto che, si legge nell'indagine, solo in due casi esaminati è stato consegnato il contratto da leggere prima della firma. E non c'è differenza tra grandi catene distributive e piccoli negozi. Tanto a Roma, quanto a Milano, Bologna, Napoli, Bari o Brescia, l'atteggiamento è omogeneamente improntato alla scarsa informazione o all'errore di calcolo sui costi effettivi.
Qualche esempio: a Roma, in un negozio di mobili, la proposta è di "tasso zero". Ma poi in realtà ha un interesse reale del 25,68%, superando anche la soglia del tasso d'usura. A Bologna, in una grande catena commerciale, il commesso non riesce a visualizzare il Taeg a video: la finanziaria che eroga il prestito ha un'applicazione per Pc che non dà la possibilità di calcolarlo.
Novità anche sugli strumenti di pagamento: si stanno diffondendo carte fedeltà, che diventano vere e proprie carte di pagamento, con tassi globali anche oltre la soglia d'usura. In alcuni casi si raggiunge addirittura il 24,44%.
Alla luce di questi numeri, quando si legge "piccole e comode rate" - consiglia Altroconsumo - vale la pena di pensarci un po' su.