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La crisi spinge in alto l'usura
La crisi economica e la congiuntura negativa che si prospetta per il 2009 non possono che favorire la crescita dell'usura. Si tratta di un grave reato che sta colpendo anche le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese. L'allarme arriva dalla Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura
25 febbraio 2009
Nel 2009 rischia di esplodere la diffusione del fenomeno dell'usuraa seguito della grave situazione di difficolta' economica in cui versano le famiglie. Tanto che si avvicinano a un milione il numero di quelle irreversibilmente indebitate e rimaste intrappolate in una catena di prestiti e finanziamenti. Un dato che gia' nel 2007 ha fatto registrare un aumento record del 41,1%.
E' la crisi economica in atto che sta mettendo a dura prova gli italiani, stravolgendo le abitudine e i bilanci familiari con le rate del mutuo, della macchina o del cure dentistiche che si accumulano sempre piu', facendo scivolare migliaia di cittadini in mano agli usurai con tassi di interessi che arrivano in alcuni casi anche al 200%. Si ricorre agli strozzini pensando che il prestito chiesto e' eccezionale e serve a tamponare brevemente, in pochissimi mesi, una difficolta' economica. Ma poi la situazione precipita drammaticamente, quando gli altissimi tassi applicati fanno schizzare verso l'alto l'importo da restituire.
Una situazione allarmante che sta coinvolgendo tutta la penisola, come e' emerso dal seminario "Il problema delle finanziarie - facilita' di accesso al credito e indebitamento delle famiglie" che si e' tenuto presso la Caritas Ambrosiana di Milano.
Secondo Maurizio Fiasco, esperto della Consulta nazionale delle Fondazioni antiusura, "ad essere ingestibile e' soprattutto il debito a lunga scadenza, specie per le abitazioni, mentre va sfatato il mito delle famiglie che iperconsumano. Esse - ha detto - poi si rivolgono a societa' di recupero credito che esercitano una forte pressione psicologica e generano ansia. Questi istituti usano metodi borderline, che non rientrano nel reato giuridico dell'usura, ma di fatto sono simili".
Il problema si fa piu' che inquietante, dal momento che questa crisi economica ha degli sviluppi ancora imprevedibili a livello occupazionale. E gli effetti potrebbero essere devastanti, poiché rimarrebbe coinvolta anche una parte ampia del ceto medio. Si tratta di piccoli imprenditori ed artigiani che finora erano stati immuni.
Un allarme lanciato da Tano Grasso, presidente onorario della Fai (Federazione delle associazioni antiracket e antiusura), secondo cui in una prospettiva di riduzione del credito legale a causa della recessione si amplia la platea dei soggetti a rischio di cadere vittime degli usurai.
Due le soluzioni proposte da Grasso: "un appello alle banche - spiega - affinché non ci sia la richiesta di rientro immediato, dal venerdi' al lunedi', del debito accumulato. Un fattore, quest'ultimo, criminogeno perche' il soggetto per rientrare dal debito si rivolge agli usurai. Inoltre, aggiunge, occorre alimentare la rete del credito parallelo (Confidi e fondazioni) che sostiene imprenditori e artigiani" e che fornisce alle famiglie una via d'uscita dal tunnel del sovraindebitamento e dai rischi di ricorso all'usura.
Il rischio, quindi, di cadere nelle mani degli usurai e' sempre piu' alto. Le famiglie che non riescono piu' ad arrivare a fine mese, infatti, non riuscendo ad ottenere un credito dalle banche e' facile che possano poi finire nelle mani degli usurai. Anche se - come ha spiegato anche il generale Andrea di Gennaro, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Roma - "il modo per combattere la piaga dell'usura c'e', ma occorre che le vittime degli strozzini trovino il coraggio di denunciarli".