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Si strisciano sempre piu' carte

Nel 2007 in Italia sono stati spesi circa 129 miliardi con carte di credito o Bancomat, un terzo dei pagamenti complessivi. E' quanto emerge da un'elaborazione della Camera di Commercio di Milano che ricorda anche i punti piu' importanti dei contratti di credito al consumo legati alle revolving
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Una passione consolidata quella degli italiani per la moneta elettronica: ci si fida sempre di piu' delle preziose tesserine anche per gli acquisti di generi di prima necessita'. Tanto che secondo quanto emerge da un'elaborazione Camera di Commercio di Milano - su dati della Banca centrale europea e della Bank for international settlements - nel 2007 un terzo dei pagamenti e' avvenuto tramite carta di credito o Bancomat per un importo complessivo che sfiora i 129 miliardi di euro. Inoltre, sono state emesse in Italia quasi 75 milioni di carte di pagamento, il 7% in piu' rispetto al 2006 e il 35% in piu' rispetto al 2003. Un vero e proprio boom capace di far registrare una crescita complessiva dell'86% negli ultimi cinque anni e che mette il Paese al terzo posto in Europa per valore di pagamenti transitati. Solo nel 2007 il fenomeno ha segnato un incremento del 5,8% in un anno, meglio di Giappone (3,4%) o Stati Uniti (0,7%). Ogni italiano, dice lo studio della Camera di Commercio di Milano, ha a disposizione per le proprie spese 1,14 carte di credito, piu' di Paesi come la Francia (0,72 carte per cittadino) e la Danimarca (0,74), ma ancora al di sotto della media europea (1,38) e delle tessere possedute dagli inglesi (2,25) o dai tedeschi (1,31). Dati che confermano un passaggio importante: anche l'Italia, Paese fortemente ancorata alla tradizione di una "cash society" si sta svecchiando, aprendosi cosi' alla nuova cultura della moneta elettronica. Gli italiani, infatti, non sembrano piu' legati al ricorso di carte di credito e Bancomat solo per gli acquisti. Oggi le preziose tesserine vengono utilizzate anche per richiedere un prestito. Un vero contratto di credito legato ad una carta revolving: vale a dire una linea di fido che consente di pagare l'importo dilazionato in rate mensili concordate. E' ormai evidente che i titolari si dimostrano molto interessati alle nuove modalita' di rimborso dilazionato, ma cio' non toglie che il livello di attenzione su questo utilizzo resta particolarmente alto, vista la presenza di numerose clausole vessatorie presenti nei contratti di credito al consumo legati alle revolving, cosi' come emerge dallo studio realizzato dal servizio Armonizzazione del mercato della CCIAA con la collaborazione di quella di Roma e approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico. Ecco, alcuni suggerimenti della Camera di Commercio di Milano da leggere con attenzione prima di firmare un contratto.. Le condizioni di contratto troppo generiche non vanno bene. Nella maggior parte dei casi il consumatore si trova nel ruolo di proponente e l'emittente della carta in quello di accettante. Tale clausola e' vessatoria in quanto il cliente/consumatore risulta portatore di una proposta vincolante. Inoltre, il diritto di revoca del contratto esiste anche per il consumatore. Quello di modifica lo ha solo il finanziatore pero', se i cambiamenti riguardano le condizioni economiche e si rivelano a svantaggio del consumatore, quest'ultimo ha tempo 15 giorni per recedere. Attenzione, quindi, alle carte di credito "gratuite" che vi arrivano a casa senza che voi le abbiate chieste. Si tratta di marketing aggressivo che presenta indubbie insidie. Risulta, infine, vessatoria la sottoscrizione come coobbligato di un terzo - che e' generalmente il coniuge - se quest'ultimo non ha potuto prendere visione di tutte le condizioni contrattuali.