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Aumentano i protesti in Italia

Dal 2000 al 2007 i protesti sono cresciuti del 9,2%. Roma, Milano e il Sud le aree più a rischio. A lanciare l'allarme è la Cgia di Mestre che spiega come cambiali e assegni protestati nel nostro Paese arrivino a quota 25 ogni mille abitanti per un importo medio di 2.620 euro
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Sempre più italiani non ce la fanno o non vogliono onorare i debiti che contraggono, tanto che dal 2000 al 2007 il numero di protesti in Italia è aumentato del 9,2%. A presentare l'indagine sulla situazione dei protesti in Italia è l'Ufficio studi della Cgia di Mestre, secondo cui se si osservano i dati emerge chiaramente un netta divisione all'interno della penisola: da una parte ci sono le difficoltà economiche che stanno mettendo in ginocchio le famiglie italiane che ormai faticano ad arrivare anche alla quarta settimane. E dall'altra si manifesta il fattore "correttezza": moltissimi italiani peccano in materia di onestà. Così tra difficoltà, preoccupazioni e mancanza di responsabilità si delinea un chiaro quadro: i protesti sono maggiormente diffuse al Centro e al Sud. Mentre è al Nord, e soprattutto al Nordest, la situazione è nettamente diversa. Le situazioni più gravi riguardano il Centro-Sud, con Roma in testa alla graduatoria dei "pagherò" non onorati e dove il numero dei protesti arriva a 48,4 ogni mille abitanti, seguita da Crotone (46,1), Ragusa e Salerno (45,9), Benevento (43) e Frosinone (42,3). L'unica eccezione al Nord è rappresentata da Milano, dove il numero di mancati pagamenti la colloca al quinto posto con 43,7 protesti ogni 1.000 abitanti. Al Nordest invece i numeri cambiano decisamente: a partire da Belluno dove i protesti sono appena 9,9 per mille abitanti, facendone la realtà provinciale meno investita a livello nazionale da questo fenomeno. Segue Trento con 4,8, Bolzano con 5,1, Sondrio con 5,4, Venezia con 6,5, Udine con 7,5. Altrettanto interessante è il microcosmo che emerge sugli importi medi dei protesti, perché in questo caso la geografia delle classifiche cambia. Secondo la Cgia di Mestre a tirare le fila c'è la provincia di Teramo dove l'importo medio per protesto è pari a 4.711 euro. Segue Oristano (4.407 euro), Treviso (4.082 euro) e Piacenza (4.040 euro). L'importo medio più basso invece viene rilevato a Belluno (1.508 euro), preceduto da Imperia (1.533 euro), Verbanio-Cusio- Ossola (1.551 euro), Asti (1.554 euro) e Biella (1.585 euro).