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Nuove regole per i tassi usurari

La Banca d'Italia propone nuovi criteri per il calcolo dei tassi usurari e dell'inclusione della commissione di massimo scoperto. Entro il 22 maggio gli interessati potranno proporre osservazione e modifiche suo sito di Bankitalia. Poi le istruzione diventeranno legge
Miaeconomia
Nuove istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi e, di conseguenza, dei tassi usurari sono state proposte dalla Banca d'Italia sul proprio sito che ha dato via ad un'operazione di revisione mirata ad adeguare le modalita' di calcolo dei tassi antiusura e migliorare cosi' la qualita' delle rilevazione. Il termine ultimo per presentare osservazioni sul documento e' il 22 maggio 2009.
Le nuove regole proposte prevedono, in particolare, l'inclusione della commissione di massimo scoperto (vale a dire la percentuale che la banca applica sul massimo saldo negativo registrato durante il trimestre anche se il cliente è andato in rosso per un solo giorno) e degli oneri sostitutivi nel calcolo del tasso; l'inclusione nel calcolo del tasso di tutti gli oneri connessi con l'erogazione del credito, per uniformare, ove possibile, la base di calcolo del Teg (Tasso effettivo globale) a quella del Taeg (Tasso annuo effettivo globale) previsto dalla Direttiva sul credito al consumo; l'inclusione nel calcolo del tasso dei compensi di mediazione, a prescindere dalla forma tecnica di finanziamento; la rilevazione separata dei costi di mediazione, incluse le spese sostenute dal creditore, con lo scopo di condurre specifiche verifiche sull'entita' di tali compensi.
Un'importante operazione, quella che sta per compiere Bankitalia, che andra' a potenziare la lotta conto l'usura. Rimanere invischiati nel circolo vizioso dell'usura capita, infatti, sempre piu' spesso soprattutto in questi mesi durante i quali la crisi economica sta investendo famiglie e imprese. Ogni giorni la cronaca locale riporta casi eclatanti in cui bande criminali sono arrivate a chiedere a poveri malcapitati anche interessi che toccano il 200%.
Va quindi ricordato, in proposito, che nella lotta all'usura, la legge n. 108 del 7 marzo 1996 ha introdotto nell'ordinamento italiano un limite ai tassi di interesse praticabili dalle banche e dagli intermediari finanziari - e da qualunque altro soggetto - sulle operazioni di finanziamento. Il limite oltre il quale gli interessi sono ritenuti comunque usurari e' stabilito nel tasso effettivo globale medio (Tegm), maggiorato del 50%, risultante dall'ultima rilevazione effettuata dalla Banca d'Italia per conto del Ministro dell'Economia.
Le tabelle dei tassi medi vengono pubblicate trimestralmente nella Gazzetta Ufficiale con decreto dello stesso Ministro e sono disponibili sul sito della Banca d'Italia. Attualmente sono in vigore i tassi applicabili dal 1° aprile al 30 giugno 2009.
Percentuali che, nel caso di superamento dei limiti, configurano il reato di usura. Ad esempio, attualmente, per i mutui con garanzia ipotecaria la soglia massima consentita per i prestiti a tasso fisso e' pari al 4,42%, mentre per il tasso variabile ammonta a 4,58%. Ma questi limiti variano e sono specificati chiaramente per ogni tipo di finanziamento: anticipi, sconti commerciali e altri finanziamenti a imprese effettuati da banche, leasing, crediti personali e altri finanziamenti effettuati alle famiglie, prestiti contro cessione del quinto dello stipendio e credito finalizzato all'acquisto rateale e credito revolving.
Una normativa che - grazie alle precisazioni riportate dalla legge n. 24 del 28 febbraio 2001 - chiarisce che si intendono usurari tutti gli interessi che superano la soglia stabilita dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento.
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A SOSA
Raul
Inviato venerdì 13 marzo 2009 0.57.46
Diciamo pure subito che anche le banche, come le famigerate Società petrolifere, sono veloci nell'applicare gli aumenti ma impiegano tantissimo tempo a recepire i cali. Premesso questo, per dare una risposta, è necessario sapere quali sono le condizioni contrattuali del mutuo, cioè quale è il tasso di riferimento, quale spred è applicato su tale tasso, quale è il lasso di tempo di riferimento (tasso medio di un mese o di due mesi precedenti, ecc.). Mi sembra comunque che il 5.9% sia piuttosto alto, e se ha un tasso variabile, non riesco proprio a capire come possa pagare da ottobre sempre lo stesso tasso. Incominci a leggere attentamente il contratto che ha firmato accettando il mutuo. A rileggerci.
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TASSI VARIABILI - FISSI
SOSA
Inviato martedì 13 gennaio 2009 10.40.55
CRTAMENTE CHE LA NOTIZIA DEI TASSI DEI MUTUI CHE CALANO O SONO CALATI MI STA' BENE VISTO CHE HO UN MUTUO ANCH'IO. MA LA MIA BANCA NON LO HA ANCORA APPLICATO. E' DA OTTOBRE CHE MI FA' PAGARE IL 5'9. HO IL TASSO VARIABILE. COME SI SPIEGA?
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