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I mutui aiuteranno l'economia
L'economia mondiale resta in un stato di "persistente debolezza" che rischia di rimanere invariata anche nei prossimi mesi. E' la Banca Centrale Europea a mettere in guardia i governi di Eurolandia dall'uso di misure protezionistiche per uscire dalla crisi, chiedendo quindi di stimolare il credito
13 febbraio 2009
"Potrebbe succedere ancora": cosi' Lorenzo Bini Smaghi, unico membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea ha risposto al Tg1 sulla possibilita' di un nuovo taglio del costo del denaro in Eurolandia. "La Bce ha gia' ridotto i tassi e l'Euribor - ha detto il consigliere - e' sceso al livello piu' basso da quando c'e' l'euro. Potrebbe quindi scendere ancora e questo dipende dall'andamento dell'inflazione".
Della possibilita' di utilizzare nuovamente la leva monetaria nel prossimo consiglio direttivo dell'Eurotower del 5 marzo e' stato anche il vice-presidente della Bce, Lucas Papademos, secondo cui si potrebbero adottare anche strumenti monetari non convenzionali come l'acquisto di titoli di Stato o di obbligazioni emesse dalle societa'. Manovre che serviranno a bloccare la crisi finanziaria che ormai si sta intensificando e prolungando.
Un allarme messo bianco su mero nel bollettino mensile della Bce di febbraio, secondo il quale l'economia mondiale "sta attraversando una fase di grave recessione" e per l'area dell'euro permane "nei prossimi trimestri uno scenario di persistente debolezza. Per l'istituto di Francoforte occorre quindi "arginare le richieste di misure protezionistiche", anche perché - secondo il bollettino - "tali spinte tendono a intensificarsi". "Allo stato attuale - dicono gli economisti dell'Istituto di Francoforte - e' indispensabile portare avanti politiche economiche in linea con il principio di un'economia di mercato aperta e in libera concorrenza, arginando qualsiasi pressione protezionistica".
La Banca centrale sottolinea inoltre che "l'impatto del protezionismo sulla crescita economica e sul benessere delle persone e' sostanzialmente negativo e che "la sua entita' varia notevolmente da un Paese all'altro e dipende in misura fondamentale dal contesto macroeconomico".
La ricetta della Bce è quindi chiara: le misure anticrisi devono essere mirate e temporanee per poter favorire una ripresa durevole in modo da mantenere una prospettiva di medio periodo orientata alla stabilita'.
Una manovra che secondo l'Istituto di Francoforte dovrà essere in grado di contribuire anche a ripristinare la fiducia nel sistema finanziario e ad allentare le limitazioni nell'offerta di credito alle famiglie e alle imprese.
Il board di Francoforte si aspetta che già nel primo trimestre 2009 le banche dell'area europea mostrino meno rigidita' nella concessione di mutui per l'acquisto di abitazioni dopo la forte stretta dei due trimestri precedenti.
Una consolazione in questo quadro dalle tinte fosche arriva dall'inflazione che, a causa principalmente del calo delle materie prime, ha subito un brusco rallentamento che proseguirà fino alla metà del 2009 portandosi a livelli molto bassi (+0,9% le stime) che sosterranno il potere di acquisto delle famiglie.
Intanto va ricordato che prosegue la discesa dei tassi interbancari, con l'Euribor a tre mesi che resta sotto la soglia del 2%, portandosi all'1,97%, un nuovo minimo da 5 anni.

