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Il segreto bancario e' sempre meno segreto

Dopo Lichtenstein, Andorra e Belgio, anche Svizzera, Austria e Lussemburgo hanno dato l'ok a rivedere le norme sul segreto bancario. L'offensiva contro i paradisi fiscali si fa pressante: il G20 ha chiesto all'Ocse di stilare una lista nera dei Paesi non collaborativi in tema di evasione fiscale
Miaeconomia
Nell'ultimo mese, la stretta sui paradisi fiscali si e' trasformata in una morsa da parte dell'Ocse che non ha mai nascosto la propria contrarieta' a questi centri off-shore "diventati inaccettabili" e che nasconderebbero - sempre secondo l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico - circa 5-7 mila miliardi di dollari di capitali esteri. Tesori considerati in parte frutto di evasione, riciclaggio e corruzione e che possono aver contribuito anche a gonfiare la crisi. L'offensiva internazionale contro i paradisi fiscali e il segreto bancario comincia, quindi, a dare i primi frutti, anche perché rappresenta un segnale importante a poche settimane dal G20 di Londra. Durante la riunione del 2 aprile, infatti, queste piazze finanziere off-shore potrebbero essere imputate di essere tra i responsabili della crisi finanziaria ed economica. Per quell'incontro, inoltre, Francia e Germania si sono gia' impegnate a creare un "meccanismo di sanzioni" per ottenere una lista di quei Paesi che non si dimostrano cooperativi in materia fiscale. Nell'elenco, che l'organizzazione internazionale ha gia' stilato e inviato, figurerebbero una trentina di Paesi. E cosi' il Liechtenstein ha annunciato la volonta' di recepire gli standard di trasparenza fiscale dell'Ocse, rinunciando a difendere il segreto bancario che vige nel principato, precisando che d'ora in avanti sosterra' i provvedimenti internazionali in caso di mancato rispetto delle regole. Anche Andorra ha capitolato: se insieme ai principati del Liechtenstein e di Monaco costituiva fino a ieri un'indissolubile triade nella lista nera dei paradisi fiscali, ora lo stato si e' impegnato a far abolire entro la fine del 2009 il segreto bancario nel quadro di accordi bilaterali relativi allo scambio di informazioni fiscali. Mentre il Belgio si e' detto pronto ad aderire allo scambio internazionale di informazioni fiscali a partire dal 2010. La Svizzera, principale piazza di gestione di capitali internazionali, continua invece a difendere il segreto bancario, ma e' disposta a trattare su alcuni aspetti, allentandone alcune norme. Ma l'esecutivo di Berna accogliera' comunque le normative Ocse per lo scambio di informazioni. E cosi' si potranno semplificare le procedure in caso di sospetti "concreti" di frode. Come il Paese elvetico, anche Austria e Lussemburgo non intendono abolire il segreto bancario, ma accetteranno di fornire dati caso per caso su richiesta delle autorita' straniere. I due Paesi fanno pero' parte dell'Unione Europea e potrebbero, quindi, fare fronte a maggiori pressioni da parte dei partner comunitari per ulteriori aperture. L'Ue vorrebbe infatti che l'accesso ai dati sia automatico e non su richiesta e per singoli casi. Ma questa misura, come accade sempre in materia fiscale, andrebbe approvata all'unanimita' e il Lussemburgo appare intenzionato a mantenere il veto. L'Ocse ha ora accolto con soddisfazione i "reali progressi" di questi Paesi disponibili a cooperare in materia di indagini fiscali. "Le iniziative intraprese da un certo numero di finanziarie - ha il segretario generale sottolineato Angel Gurria - hanno dato un impulso positivo agli sforzi di promuovere la trasparenza e lo scambio di informazioni fiscali".
 
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