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Conti dormienti di nuovo all'appello
Entro il 31 maggio chi temesse di aver scordato un conto corrente in banca potra' interrogare il motore di ricerca online, messo a diposizione dal ministero dell'Economia, e cercare tra i rapporti dormienti sia nominativi che al portatore. Una semplice operazione risvegliera' i depositi
18 maggio 2009
E' online il nuovo elenco dei conti correnti dormienti, vale a dire tutti i depositi di denaro e di strumenti finanziari in custodia ed amministrazione, sui quali non si registra nessuna operazione in banca o alla posta da almeno 10 anni.
Da questa mattina, infatti, e' stato messo a disposizione sul sito del ministero dell'Economia (http://www.mef.gov.it/depositi-dormienti/) un motore di ricerca che ha raccolto tutti i dati dei depositi la cui dormienza si sia verificata tra il 17 agosto 2007 e il 31 dicembre 2008. Si tratta di un totale di 35.426 rapporti, per un importo complessivo pari di 47.143.850,09 di euro.
In particolare, nel nuovo elenco - che affianca quello pubblicato a dicembre dello scorso anno sul sito internet dell'Economia - sono confluiti i dati dei rapporti dormienti comunicati dagli intermediari al ministero entro lo scorso 31 marzo.
Sono ovviamente cifre lontane rispetto a quelle raggiunte lo scorso dicembre, quando gli intermediari hanno comunicato e poi trasferito al ministero dell'Economia i conti correnti non risvegliati fino al 17 agosto del 2007: in totale, si e' trattato di piu' di un milione di rapporti, che valevano circa 800 milioni di euro.
Cosi' ora, grazie a questo data-base, tutti i correnti che temessero ancora di essere titolari di denaro scivolato nel sonno potranno cercarsi nella lista (inserendo nome e cognome per i rapporti nominativi, o il numero del conto per quelli al portatore), contattare l'intermediario e tentare il risveglio facendo un'operazione. Basta un versamento, un prelievo o anche semplicemente la richiesta dell'estratto conto o la conferma a voler continuare comunque nel rapporto.
In fretta pero': le somme saranno trasferite dagli intermediari al fondo creato presso il ministero dell'Economia entro il 31 maggio.
Si tratta, praticamente, dell'ultima chance messa disposizione da via XX settembre ai correntisti per farli rientrare in possesso dei propri soldi. Dalla fine di questo mese, infatti, la strada del rimborso restera' aperta per altri dieci anni, ma sara' necessario rivolgersi al ministero dell'Economia.
Come detto, la dote che confluira' nell'apposito fondo gestito dal Tesoro non dovrebbe aumentare di molto, anche se a far lievitare il totale contribuiranno gli assegni circolari e gli indennizzi delle polizze vita non incassati entro la prescrizione. Queste somme, infatti, non entreranno nell'elenco perché, essendo colpite dalla prescrizione, non si possono risvegliare.
Capitolo a parte per la destinazione dei soldi.
Parte delle somme dormienti dovrebbero essere utilizzate per indennizzare le vittime delle frodi finanziarie e dei bond argentini, pagare la social card, risarcire i piccoli azionisti dell'Alitalia e finanziare la ricerca scientifica.
Per quanto riguarda, invece, le quote gia' prenotate va detto che 400 milioni di euro serviranno per interventi urgenti per l'istruzione e l'organizzazione del G8, 100 milioni di euro per rimborsare gli obbligazionisti dell'Alitalia e 103 milioni di euro per prorogare le agevolazioni per gli agricoltori delle zone montane.

